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#DaUomoaUomo

pubblicato 20 nov 2017, 10:05 da giorgia serughetti

EDV Italy Project con l'Università di Milano-Bicocca aderisce alla campagna del Corriere della sera #dauomoauomo.


La campagna si rivolge agli uomini di tutte le età che hanno voglia di raccontare in un video quali sono i comportamenti maschili nei confronti delle donne in cui non si riconoscono.


Il video, della durata massima di un minuto, va caricato su google drive e inviato, tramite link pubblico, alla e-mail: lpronzato@rcs.it

Nella e-mail scrivete per cortesia il vostro cognome, nome, attività.


La violenza contro le donne riguarda tutti noi maschi. Parliamone. Anzi parliamoci, da uomo a uomo, per dirci gli atteggiamenti, le parole, i comportamenti sbagliati, fuori luogo nei confronti delle donne, quelli in cui non ci riconosciamo.


L'idea e' nata da un gruppo di ragazzi (Aldo, Giuseppe, Brando), amici di Anita, la diciottenne di Scandicci che la scorsa estate aveva raccontato il ritorno in tranvia seguita da un uomo, chiedendosi e invitando a chiedersi: "Per quanto tempo dovremmo dirci fortunate se non ci violentano?"


La condivisione e i racconti che ne sono seguiti (tanti e con molte storie di "normali" molestie) hanno convinto i ragazzi a non lasciar cadere l'attenzione. Anzi, a rilanciare con una vera campagna che incoraggi riflessioni e approfondimenti. Una pagina Facebook e tanti video in cui i protagonisti maschili, ragazzi e uomini di ogni generazione, dialogano con tutti gli altri.


Partecipa anche tu alla campagna #dauomoauomo! Manda il tuo video!


Si vedano alcune testimonianza, fra cui quella di Diego Di Donato, responsabile dei social networks dell'Università di Milano-Bicocca

http://video.corriere.it/dauomoauomo-diego-caro-meccanico-io-non-so-portare-l-auto-mia-moglie-che-guida/787286d8-c953-11e7-8a54-e86623f761be

Photographs of life in Khanke Camp

pubblicato 18 ott 2017, 12:14 da giorgia serughetti

Martedì 2 maggio - giovedì 25 maggio 2017

Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1, Milano

Frammenti di vita quotidiana della comunità yazida in Iraq. Si apre il 2 maggio, alle ore 17, alla presenza della senatrice Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, del rettore dell’Università di Milano-Bicocca, Cristina Messa, e di Marina Calloni, docente di Filosofia politica di Milano-Bicocca, la mostra fotografica Photographs of life in Khanke Camp


Nel 2014 oltre 400.000 componenti della comunità yazida hanno dovuto abbandonare le loro case mentre Daesh conquistava, devastandole, ampie estensioni di territorio iracheno. Coloro che erano rimasti intrappolati a Sinjar (nella parte nord-occidentale della provincia di Ninive, nell’Iraq settentrionale) furono fatti prigionieri o giustiziati; migliaia di donne e bambini furono praticamente ridotti in schiavitù. Alcuni di loro riuscirono a fuggire rifugiandosi sulle montagne di Sinjar, da lì si rifugiarono nei campi profughi della regione del Kurdistan iracheno. Nonostante il trauma e gli orrori a cui avevano assistito, la comunità yazida dimostrò grande capacità di reagire. Le foto, esposte grazie alla collaborazione del Ministero della Difesa che ha promosso l'iniziativa, rappresentano una straordinaria testimonianza. Un resoconto per immagini realizzato da 6 ragazze yazide del campo di Khanke, nella Provincia di Duhok, impegnate, insieme ad altre 19, nel laboratorio di fotogiornalismo tenutosi nel 2015, nell’ambito del progetto The Research and Development Organization in Kurdistan, finanziato dal governo italiano e realizzato dall’UNICEF con la collaborazione di partner locali. Le fotografie sono state scattate nel campo profughi di Khanke dove sono ospitate 2.900 famiglie, più di 17mila persone. Immagini realizzate da: Khawla Shamo, Klood Khedada, Bushra Qasim, Samia Jendo, Manal Barakat, Zina Hassa

Premio per la migliore tesi sulla violenza contro le donne

pubblicato 18 ott 2017, 12:12 da giorgia serughetti

Premio per la migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne 

Art. 1 

Ai fini di favorire la sensibilizzazione, nonché gli studi e le ricerche per prevenire gli atti di violenza che rientrano nell’ambito della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (detta Convenzione di Istanbul, 2011), la Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, con il Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale, con la CRUI e il Consiglio d’Europa, indice il “Premio per la migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne” per l’anno 2017.

Il Premio, uno per le tesi di laurea magistrale ed uno per le tesi di dottorato, ha ad oggetto le tesi di laurea magistrale e di dottorato discusse presso un’Università italiana, pubblica o privata.

a) Premio per la miglior tesi di laurea magistrale: il Premio consiste nella possibilità di effettuare un periodo di perfezionamento presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, grazie alla corresponsione da parte della CRUI di un premio in denaro pari a 5.000 euro (lordi).

b) Premio per la miglior tesi di dottorato: il Premio consiste nella possibilità di effettuare un periodo di perfezionamento presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, grazie alla corresponsione da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di un premio in denaro pari a 4.200 euro (lordi). E’ inoltre prevista per la vincitrice o il vincitore con la tesi di dottorato la corresponsione di un ulteriore premio in denaro da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità - pari a 4.200 euro (lordi). La suddetta somma dovrà essere utilizzata per supportare la vincitrice o il vincitore nella definizione di un percorso di approfondimento e studio di alcuni temi di interesse del Dipartimento per le pari opportunità. Gli esiti dello studio saranno eventualmente successivamente pubblicati sul sito ufficiale all’indirizzo www.pariopportunita.gov.it. I due premi in denaro attribuiti alla miglior tesi di dottorato sono indivisibili.

L’ottenimento del Premio in denaro è finalizzato all’effettuazione del periodo di perfezionamento presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo. In caso di rinuncia al periodo di perfezionamento e quindi al relativo premio da parte della vincitrice/del vincitore, tale possibilità sarà riconosciuta alla seconda/o classificata/o nella stessa categoria (tesi di laurea magistrale o di dottorato) e così via. Per poter accedere al periodo di perfezionamento, la vincitrice/il vincitore deve possedere una buona conoscenza della lingua inglese o della lingua francese (livello B2). A giudizio insindacabile del Comitato Scientifico, i risultati più significativi delle ricerche potranno essere pubblicati in una Collana editoriale della Camera dei deputati.

Art. 2 

Al Premio possono concorrere coloro che hanno discusso una tesi di laurea magistrale o di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne presso un’Università italiana, pubblica o privata, nel periodo che va dal 1° agosto 2015 al 31 luglio 2017. Le tesi possono riguardare qualsiasi disciplina, purché abbiano per oggetto la prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne, con particolare attenzione agli ambiti di applicazione della Convenzione di Istanbul, tra cui la prevenzione (sensibilizzazione, educazione, formazione), il perseguimento giuridico, la protezione, il sostegno, l’assistenza, la cura delle vittime e lo sviluppo di adeguate politiche sociali e culturali.

Art. 3 

La domanda di partecipazione al Premio, scaricabile all’indirizzo http://www.camera.it, deve essere inviata entro e non oltre il 31 luglio 2017 alle ore 23:59 via mail all’indirizzo premiotesi2017@camera.it, indicando nell’oggetto “Nome Cognome – PREMIO TESI DI LAUREA CONVENZIONE ISTANBUL - ANNO 2017”. Nella domanda di partecipazione – raccolta in un unico documento - devono essere indicati: - cognome e nome del/la candidato/a; - luogo e data di nascita; - recapito postale, indirizzo mail e numero telefonico presso i quali si desidera ricevere comunicazioni relative al Premio; - il consenso del/la candidato/a all’utilizzo dei dati personali forniti ai soli fini della gestione della procedura concorsuale.

Alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti: - 1 copia della tesi per la quale si partecipa al Premio in formato pdf, dove venga indicato sul frontespizio: nome dell’università e del dipartimento di provenienza con logo, nome e cognome del/della candidato/a, titolo della tesi, nome e cognome del relatore/relatrice e del correlatore/correlatrice, numero di matricola; - autocertificazione attestante che la tesi di laurea magistrale e/o di dottorato oggetto del Premio è stata discussa nel periodo compreso tra il 1° agosto 2015 e il 31 luglio 2017; - documentazione che certifichi la conoscenza della lingua inglese o francese.

Art. 4 

Il Comitato Scientifico che valuterà i lavori di ricerca e assegnerà il Premio sarà multidisciplinare e composto dai seguenti esperti: Giovanna Boda, Marina Calloni, Giovanna Covi, Marilisa D’Amico, Paolo Giulini, Alessandra Kustermann, Elisabetta Mina, Alessandra Pietrobon, Franca Pinto Minerva, Linda Laura Sabbadini, Giuseppe Spadafora, Tiziana Zannini.

Qualora, in relazione ai temi presentati nelle tesi, si ritenesse opportuno e necessario ricorrere ad altri esperti, il Comitato potrà essere integrato da altre personalità. Previo esame e valutazione scientifica delle tesi presentate, il Comitato Scientifico procederà all’assegnazione del Premio, tenendo in considerazione i seguenti requisiti sostanziali: originalità, rigore metodologico, attinenza al tema proposto, attenzione alla dimensione applicativa e propositiva.

Il Comitato terminerà la fase di valutazione delle tesi entro il 31 ottobre 2017. La graduatoria sarà pubblicata entro il 4 novembre 2017 sul sito internet della Camera dei Deputati, nella sezione appositamente dedicata, all’indirizzo http://www.camera.it.

Art. 5 

La cerimonia di premiazione avrà luogo il giorno 25 novembre 2017, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, presso la Camera dei Deputati.

Art. 6 

Il presente bando è pubblicato sul sito Internet della Camera dei Deputati, all’indirizzo http://www.camera.it, e trasmesso al Presidente della CRUI e a tutti i rettorati delle Università italiane, pubbliche e private, affinché ne diano la più ampia diffusione. Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo Internet http://www.camera.it.

Patricia Scotland nominata Segretaria Generale del Commonwealth

pubblicato 18 ott 2017, 12:09 da giorgia serughetti

Un passo importante verso l'eguaglianza di genere nel Commonwealth quello compiuto con la nomina di Patricia Scotland come nuova Secretary General: la prima donna a rivestire questo ruolo. 

Leggi il profilo completo di Patricia Scotland, presidente di EDV Global Foundation.   
Leggi la notizia in inglese.

27 novembre 2015

Domestic Violence and Femicide - Incontro a Londra presso l'Ambasciata italiana

pubblicato 18 ott 2017, 12:07 da giorgia serughetti

Il 20 novembre 2015, l'Ambasciata italiana a Londra e l'Istituto Italiano di Cultura hanno organizzato, in collaborazione con l'Università di Milano-Bicocca / EDV Italy Project la tavola rotonda Domestic Violence and Femicide. “Il male che si deve raccontare”. 
L'incontro ha avuto l'obiettivo di ragionare su come eliminare la violenza domestica, a partire dal libro "Il male che si deve raccontare" (Feltrinelli) di Simonetta Agnello Hornby e Marina Calloni. 

Hanno partecipato: Sen. Valeria Fedeli - Vicepresidente del Senato italiano. Baroness (Patricia) Scotland - Presidente di Eliminating Domestic Violence Global Foundation (EDV GF). Simonetta Agnello Hornby - Avvocata e scrittrice. Prof. Marina Calloni - Acting ambassador in Italia di Eliminating Domestic Violence Global Foundation (EDV GF). Melissa Morbeck - Direttrice esecutiva della Corporate Alliance Against Domestic Violence (CAADV).

"We want to make #domesticviolence part of #history and not of the present" @iiclondra pic.twitter.com/8IGpWgdaGl

— Embassy of Italy UK (@ItalyinUK) 20 Novembre 2015
 

Amore non è violenza

pubblicato 18 ott 2017, 12:05 da giorgia serughetti   [ aggiornato in data 18 ott 2017, 12:06 ]

EDV Italy Project e la Rete antiviolenza di Milano hanno il piacere di presentare il percorso interattivo «Non è amore», organizzato nell’ambito del progetto milanese “Amore non è violenza». 
Attraverso video, immagini, suoni e parole si propongono suggestioni e riflessioni finalizzate a evidenziare i possibili rischi di violenza in cui possono incorrere donne adulte e giovani e nello stesso tempo invitare gli uomini a interrogarsi sui propri eventuali atteggiamenti violenti. In particolare, i visitatori e le visitatrici entreranno in uno spazio che li solleciterà a riflettere sul tema della violenza contro le donne, strettamente connesso a quello della discriminazione di genere, terreno fertile che la alimenta. 
Alla fine del percorso operatrici, esperte, docenti saranno liete di riprendere il discorso e offrire punti di vista diversi sul tema della violenza. 
In occasione dell’inaugurazione del percorso interattivo «Non è amore», sarà organizzato un seminario di approfondimento sulle pratiche di intervento, sviluppate dalla Rete antiviolenza. In collaborazione con la Casa dei Diritti del Comune di Milano e ABCD. 

PERCORSO INTERATTIVO «NON È AMORE»: 
Quando: 10-12 novembre 2015 ogni giorno dalle 11 alle 17 
Dove: Galleria della scienza, lato edifici U1/U2 (di fronte alla stazione ferroviaria Milano Greco-Pirelli) 

SEMINARIO DI APPROFONDIMENTO: «Le reti antiviolenza e le pratiche di intervento» 
A cura della Rete Antiviolenza di Milano In collaborazione col Corso di Laurea in Servizio Sociale
Quando: 10 novembre 2015 ore 9-11 
Dove: Aula De Lillo, edificio U7 secondo piano 

L’Università di Milano-Bicocca è raggiungibile con il tram n. 7, con il treno fino a Milano Greco-Pirelli, con l’autobus n. 87 in partenza dalla Stazione centrale e con la metropolitana M5 lilla fermata Ca’ Granda.

I nuovi dati ISTAT sulla violenza sulle donne in Italia

pubblicato 18 ott 2017, 12:03 da giorgia serughetti

6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri. 
Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita (31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze. I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%). Il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni. Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014) 
Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). Critica anche la situazione delle donne con problemi di salute o disabilità: ha subìto violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi. Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi). 
Emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all'indagine precedente: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all'11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza. È in calo sia la violenza fisica sia la sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all'11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner. In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale. 
Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza. Più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell'ordine (dal 6,7% all'11,8%). Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner. 
Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell'ordine. Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9% al 28,5%. 
Si segnalano però anche elementi negativi. Non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). 
Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi. 3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l'ha subìto dall'ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall'ex partner. 

Il testo integrale del rapporto Istat è disponibile a questo link

Sistema MARAC: la Provincia di Trento in visita di studio in Inghilterra

pubblicato 18 ott 2017, 12:01 da giorgia serughetti

Pubblichiamo la relazione diffusa dalla Provincia Autonoma di Trento sulla visita di studio in Inghilterra, organizzata in collaborazione con EDV Italy e svoltasi dal 17 al 20 marzo 2015, per conoscere da vicino il sistema inglese delle MARAC. 

Qui un articolo uscito presso la rivista della Polizia di Chattelham con cui si è svolto un incontro:

Bando per migliore tesi sulla violenza contro le donne

pubblicato 18 ott 2017, 11:53 da giorgia serughetti

È stato istituito un bando di concorso per premiare la miglior tesi di laurea magistrale e di dottorato, relativa al tema della violenza contro le donne, con particolare riferimento alla Convenzione di Istanbul. Il bando è promosso dalla Delegazione Parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa. Per concorrere all'assegnazione del premio, la tesi magistrale o di dottorato deve essere stata discussa tra il 1° gennaio 2013 al 31 luglio 2015. La scadenza per la presentazione della domanda è stata fissata al 31 luglio. Il premio consisterà in uno stage a Strasburgo presso il Consiglio d’Europa. 

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito della Camera dei Deputati: http://www.camera.it/leg17/1199 

Viaggio studio in Inghilterra

pubblicato 18 ott 2017, 11:51 da giorgia serughetti

Grazie al Progetto Mattone Internazionale, che si propone la divulgazione sul territorio nazionale delle politiche comunitarie in campo sanitario e socio sanitario, EDV Italy Project e la Provincia Autonoma di Trento, attraverso l'Ufficio Sviluppo ed Innovazione delle Politiche Sociali, hanno avviato una collaborazione volta alla realizzazione di una visita studio nel Regno Unito, a partire da un accordo quadro sottoscritto on l’Università di Milano-Bicocca.

La visita a Londra e a Cheltenham nel Glocuestershire dal 17 al 19 marzo 2015 ha lo scopo di osservare da vicino le modalità di lavoro delle Marac e dell’Idva, incontrando le persone chiave che hanno messo a regime un modello integrato e olistico di intervento. Al rientro, attraverso l'organizzazione di un Workshop, i partecipanti avranno modo di estendere le proprie osservazioni agli attori principali della rete antiviolenza trentina, al fine di favorire una riflessione su come rendere maggiormente efficace il lavoro di rete e le modalità di presa in carico delle donne vittime di violenza alla luce di quanto osservato.

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