Seminari 2016


Gli assistenti sociali nel contrasto alla violenza domestica

pubblicato 17 ott 2017, 08:07 da giorgia serughetti

Il contrasto alla violenza intra-familiare - sempre più al centro del dibattito pubblico – necessita di conoscenze e competenze professionali specifiche, se intende essere efficace. Per tal motivo, la seconda parte dell’insegnamento in “Filosofia Politica” (Prof. Marina Calloni, Corso di laurea in Servizio Sociale) è stata dedicata alla considerazione di tale questione tanto complessa, quanto di difficile soluzione. 
Le lezioni sono state dunque finalizzate alla formazione di assistenti sociali che si trovano spesso a dover affrontare conflitti domestici e che devono dunque conoscere leggi ad hoc, modalità d’intervento e forme di collaborazione in rete con altre istituzioni e associazioni del privato sociale, al fine di prevenire e monitorare casi difficili che coinvolgono vittime, minori e maltrattanti. Il corso terminerà con incontri che prevedono la partecipazione di esperti, dirette interessate ed ex- studenti, ora professioniste/i, che si sono laureate/i con tesi focalizzate su specifici casi di studio ed esempi pratici. 

In allegato il programma degli incontri 14 15 17 e 21 novembre 2016

Il femminicidio in Svezia: dati, comparazioni, riflessioni

pubblicato 17 ott 2017, 08:01 da giorgia serughetti

Mercoledì, 5 Ottobre 2016 Ore 15.00 – 17.00

Viveka Enander (University of Gothenburg)

Il femminicidio in Svezia. Dati, comparazioni e riflessioni

Università degli Studi di Milano-Bicocca

Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1 Edificio U7 – Aula Pagani

Molto spesso si pensa che i Paesi del Nord Europa siano campioni di uguaglianza e di pari opportunità fra uomini e donne. Non si considera invece la violenza che continua ad essere spesso perpetrata all’interno delle famiglie. L’intervento di Viveka Enander mira piuttosto a mettere in luce il fenomeno del femminicidio in Svezia, riportando fatti, numeri e riflessioni, al fine di promuovere ricerche comparative e progetti comuni, finalizzati al contrasto alla violenza domestica.

Viveka Enander è senior lecturer presso il Dipartimento di Servizio Sociale dell’Università di Gothenburg in Svezia. Coordina il progetto “Gender and Sexuality in Social Work” e collabora con il Västra Götaland Region Competence Centre on Intimate Partner Violence. I suoi interessi di ricerca riguardano la violenza contro le donne e in particolare la violenza domestica. Ha inoltre esperienze nella formazione di assistenti sociali, personale sanitario e agenti di polizia in varie regioni svedesi. È attualmente Erasmus Visiting Scholar presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale.


Nadia Murad: tornata alla vita dopo la guerra e la schiavitù

pubblicato 17 ott 2017, 08:00 da giorgia serughetti   [ aggiornato in data 17 ott 2017, 08:00 ]

Università degli Studi di Milano-Bicocca 
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale
Con il Film Festival Forum Diritti Umani (Milano, Triennale, 3-8 Maggio 2016) 

MERCOLEDÌ 4 MAGGIO 2016 ORE 14.00 - 16.00 
Aula Magna, Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano 

 Tornata alla vita dopo la guerra e la schiavitù. Testimonianza di Nadia Murad Basee Taha

Saluti di benvenuto: 
Giampaolo Nuvolati, Direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale 
Francesca Zajczyk, Delegata alle Pari Opportunità del Comune di Milano 
Carmen Leccardi, Presidente del Centro di ricerca interuniversitario Culture di genere 

Introduce: 
Marina Calloni, Coordinatrice di EDV Italy Project 

Nadia Murad Basee Taha è una donna yazida di 21 anni, riuscita a sopravvivere alle violenze dell’ISIS, dopo essere stata rapita, schiavizzata sessualmente e venduta a gruppi di miliziani. Nadia è nata a Kocho (Sinijar, Iraq), un villaggio dove le comunità locali cristiane e musulmane (arabi, curdi e turkmeni) avevano vissuto in pace, fino all’attacco dell’ISIS nell’agosto 2014 e al massacro dei suoi abitanti. Nadia è riuscita a fuggire dai suoi carcerieri dopo 3 mesi di sevizie e a mettersi in salvo. Da allora, Nadia ha deciso di fare del suo trauma una forza. La sua missione umanitaria consiste non solo nel denunciare alle Nazioni Unite, alla Corte Penale Internazionale e alla comunità mondiale il genocidio degli yazidi e i crimini contro l’umanità perpetrati dai combattenti ISIS. La sua campagna è altresì rivolta al mondo islamico, affinché siano condannati i crimini compiuti soprattutto a danno di donne e bambini, e che i giovani musulmani possano difendere i veri valori della loro religione, nel rispetto e nella tolleranza verso le fedi altrui. 

 In collaborazione con YAZDA ed EDV Italy Project 
www.festivaldirittiumani.it 
 www.edvitaly-project.unimib.it 

 Tutti/e sono invitati a partecipare.


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